martedì 30 giugno 2026

Cronaca

Sequestrati due cantieri abusivi nel Parco Nazionale del Cilento

I Carabinieri del Nucleo Parco di Castellabate eseguono due decreti di sequestro preventivo a Castellabate e Montecorice per violazioni urbanistiche e ambientali

Sequestrati due cantieri abusivi nel Parco Nazionale del Cilento

La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha disposto il sequestro preventivo di due cantieri considerati abusivi all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Le indagini hanno rilevato l’assenza di permessi di costruire, la mancanza di autorizzazione paesaggistica, e il presunto illecito trasferimento di titoli edilizi; sono indagati committenti, tecnici e responsabili delle imprese coinvolte. I provvedimenti sono temporanei e le accuse saranno valutate nel corso del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha bloccato due importanti cantieri edili abusivi in aree protette e sottoposte a vincolo paesaggistico. L'operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate. Il primo intervento ha riguardato un'area agricola nel comune di Castellabate. In questo sito, i due proprietari dell'immobile stavano demolendo un vecchio rudere. Il piano prevedeva la ricostruzione di una struttura in muratura e pietra locale. I lavori comprendevano anche pesanti interventi di sbancamento del terreno. Gli accertamenti eseguiti con l'Ufficio Tecnico Comunale hanno svelato una realtà parallela. I costruttori operavano con titoli inefficaci, senza permesso di costruire, senza autorizzazione paesaggistica e privi del nulla osta dell'Ente Parco. Per questa vicenda sono indagati i committenti e il direttore dei lavori. Il secondo sequestro è stato eseguito nel territorio collinare di Montecorice. Al centro dell'indagine c'è un fabbricato rurale in cemento armato con la relativa area esterna. In questo caso, i tecnici e la ditta stavano edificando sfruttando autorizzazioni colpite da invalidità. I titoli edilizi ed ambientali erano stati volturati in modo illecito alla società proprietaria. Il passaggio era avvenuto da un soggetto con qualifica di imprenditore agricolo a un proprietario privo di questo requisito fondamentale per costruire nella zona. Nel registro degli indagati sono finiti l'amministratore della società, il precedente proprietario, il progettista e il titolare della ditta esecutrice.  Il Procuratore della Repubblica, Francesco Rotondo, ha siglato il comunicato specificando la natura provvisoria dei provvedimenti. Le accuse dovranno essere confermate nel corso del dibattimento giudiziario. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile. L'attività investigativa ha comunque permesso di salvaguardare un territorio di altissimo pregio ambientale